Dall’informazione mediata a quella immediata

In occasione di due giornate di formazione sul presente e futuro degli uffici stampa, organizzate da Assostampa Toscana, Waypress ha portato il suo contributo di pratica quotidiana e visione del futuro.

Odile - foto01Di seguito l’intervento della nostra amm.ce delegata Odile Bonnefoi e le slide proiettate agli eventi di Lucca e Siena.

Dalla carta al web

Dall’informazione mediata a quella immediata

I giornali di carta non hanno più il monopolio dell’informazione. Non esiste più l’informazione “verticale”, dall’alto verso il basso, dai giornali al pubblico. Si è affermata in modo irreversibile una modalità di informazione “orizzontale”, basata sulla condivisione delle notizie da parte degli utenti. In questa condivisione i grandi giornali hanno mantenuto la loro prevalenza, basata sulla loro reputazione, sulla loro riconoscibilità in quanto organi di informazione affidabili; ma hanno perso la loro centralità come unici mezzi di informazione.

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Questo perché la maggioranza dei lettori passa molto tempo sul web, secondo il 13esimo rapporto Censis sull’informazione del settembre 2016, ben il 73.7% degli italiani accede almeno una volta al giorno a internet. E su internet è semplice e immediato utilizzare strumenti web per informarsi. Portali di informazione, siti web dei giornali cartacei, o direttamente le singole notizie condivise da utenti direttamente sui social network. Si è affermata una modalità di informazione tipica del web, basata sulla tempestività, sulla condivisione, sui commenti da parte degli utenti. Orizzontale e non verticale, quindi. Immediata e non mediata. Basata sulla diretta partecipazione dei lettori.

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Le ultime rilevazioni AUDIWEB sull’Italia descrivono un Paese come l’Italia con il 54.7% della popolazione – ben 30milioni di persone – che passano almeno 54 ore e 51 minuti sul web al mese, più di 2 ore al giorno in media. E tutto fa pensare a un continuo aumento di queste percentuali.

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 Dalla rassegna stampa al media monitoring fino alla media intelligence

La centralità della selezione delle informazioni

Come è possibile allora monitorare questa immensa mole di informazioni, condivise su più piattaforme, in modalità tempestiva e priva di mediazioni?

Passando da una logica di archivio dei dati, in un sistema finito, come quello dei giornali cartacei, per esempio. Dove la cosa più importante era archiviare una maggiore mole di ritagli. Alla logica della selezione e analisi delle informazioni. Cioè far succedere a una fase di monitoraggio delle notizie, su tutte le fonti possibili – ossia il moderno media monitoring su stampa, web, social, blog, forum, radio, tv, agenzie di stampa – una fase di selezione delle informazioni rilevanti: per contenuti, per affidabilità della fonte, per numero di condivisioni e delle persone attivamente coinvolte.

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A questa seconda fase di selezione, vitale per difenderci dall’alluvione di informazioni inutili e inaffidabili, occorre far seguire una terza fase. Quella dell’analisi, che attraverso metriche affidabili, con grafici chiari, aggiunge valore all’attività di monitoraggio, quantificando l’effettivo risultato dell’attività di comunicazione, l’effettiva penetrazione dei messaggi, i possibili fattori di crisi, i potenziali sviluppi relazionali. Quella che in sintesi viene definita Media Intelligence.

Nella società iperconnessa, quindi, perde valore l’archivio statico dei ritagli di giornale, e assume importanza la selezione e l’analisi delle informazioni, per offrire un punto di vista dinamico tra il messaggio, la sua condivisione e l’effettiva penetrazione nel pubblico, che sarà sempre di più parte attiva del mondo dell’informazione.

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