Il Governo investe 6 miliardi nella Banda Larga

Martedì 3 Marzo il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera a un investimento di 6 miliardi per lo sviluppo della Banda Larga, con cui il Governo punta a superare gli obiettivi fissati dall’agenda Digitale, arrivando all’85% della copertura nazionale, con 100 megabit entro il 2020. Un altro obiettivo è quello di fornire all’intera popolazione una connessione a 30 megabit, sempre entro il 2020.

banda larga

Su Italia Oggi (T. Oldani, Con la banda larga il governo affronta finalmente una scelta strategica di politica industriale…, pg. 12, 4.3.15) la notizia è accolta con entusiasmo, come una cosa seria dopo anni di annunci che hanno ridotto l’Italia tra i fanalini di coda nello sviluppo della banda. Oltre l’ottimismo da notare un’autorevole voce critica: Jeremy Rifkin, che invece considera l’intera politica economica inadeguata alla sfida della terza rivoluzione industriale. Tutta l’Europa dovrebbe connettersi in un unico mercato integrato digitale.

Il Giornale (Pronti 6 miliardi per la banda larga, pg. 21, 4.3.15), più neutro, riporta l’annuncio del Sottosegretario Delrio, ma punta l’indice sul nostro ritardo citando un’elaborazione dati dell’Indipendent: velocità media di connessione soltanto di poco superiore ai 9mbs e Italia 64esima tra 198 Paesi censiti.

Milano Finanza evidenzia invece come sarà “morbido” l’addio alle vecchie reti di rame – argomento molto importante specie per Telecom, sul cui bilancio peserebbe lo switch-off.

Su Avvenire (L. Leone, M. Follis, Addio morbido alla rete in rame, pg.2, 4.3.15) le dichiarazioni del ministro Guidi e un contributo di Stefano Pileri (AD di Italtel) secondo il quale una soluzione ibrida è ragionevole, ma bisogna muoversi in fretta a creare una nuova rete (C. La Via, Meglio il modello ibrido fibra-rame, pg. 4, 4.3.15). Sullo stesso articolo un paradosso italiano: in media si naviga meglio dal mobile che con la linea fissa: 13,47Mbps contro 9,18 (dati NetIndex).

Sul Corriere della Sera, Stefano Passigli fa un’interessante cronistoria del ritardo italiano e benedice l’intervento pubblico a favore della banda larga (S. Passigli, Per promuovere la banda larga la mano pubblica è benvenuta, pg. 31, 4.3.15). Repubblica invece sottolinea come la scelta di non liquidare la vecchia infrastruttura di Telecom sia strategica per favorire una partnership pubblico-privato per creare la nuova. I fondi stanziati saranno globalmente 12 Miliardi di Euro, di cui solo 6,5 direttamente dallo Stato (L. Pagni, Piano Internet ultraveloce…, pg.6, 4.3.15).

Per le fonti online interessante questo articolo del Corriere delle Comunicazioni che cerca di evidenziare i possibili scenari delle aziende private in gioco (Telecom, Vodafone, F2i), mentre sul quotidiano economico Il Ghirlandaio si fa il nome anche della Cassa depositi e prestiti.

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