AGENDA DIGITALE (parte 2 di 3)

Biennio 2012 – 2014

Nell’interessante studio di Telecom del dicembre 2012 già si evidenziano i ritardi italiani, e la disomogeneità dello sviluppo tecnologico nelle varie Regioni:

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E dopo due anni dalla sua costituzione formale, l’Agenda Digitale sconta nel 2014 un pesante ritardo tra programmazione e attuazione. Al 4 Novembre 2014 infatti erano stati emessi solo 18 dei 53 provvedimenti attuativi previsti per il raggiungimento degli obiettivi (fonte La Repubblica)

Problemi principali:

  • Investimenti insufficienti
  • Coordinazione e Organizzazione

Gli investimenti previsti – stimati sulla base di quelli già erogati – sono ingenti, divisi tra quelli statali e quelli europei. Si parla di 9MLD solo dall’Europa per il periodo 2014 al 2020 (fonte: Marco Nicolai, Univ. di Brescia, Cor.Com.it). Ma la stima viene comunque vista da molti esperti come insufficiente. E l’Italia resta comunque indietro rispetto a Paesi che hanno investito molto di più. Quindi il problema italiano è stato la progressiva perdita di competitività nel corso di questi ultimi 20 anni di costante decrescita del PIL, e conseguente mancanza di risorse da investire nei progetti di innovazione tecnologica, e minore capacità di attrarre fondi comunitari.

Da non sottovalutare la nostra storica difficoltà nella coordinazione tra i vari Enti dello Stato, resa evidente dall’evoluzione non sempre lineare, delle varie Agende Locali, In rapporto spesso disorganico tra loro e con l’Agenzia Nazionale.

In un approfondimento del Corriere delle Comunicazioni vengono monitorate le situazioni delle varie Agende Digitali regionali e comunali.

Agende Regionali

Ogni Regione ha già all’attivo assessori ad hoc, con competenza in materia e con progetti ordinati secondo priorità. Tra i più significativi:

  • Cloud: razionalizzare l’hardware della PA favorendo così la spending review
  • Banda Larga: con investimenti crescenti

Mentre Sanità e Istruzione sono i settori di maggior concentrazione di progetti innovativi.

Più che il divario tra Nord e Sud viene evidenziata ovunque una difficoltà nel saper investire completamente i fondi della Comunità Europea.

Alcune curiosità: la Basilicata tra le migliori regioni per connessioni broadband attive, quantità e qualità dei servizi di e-gov. La Valle d’Aosta verso il primato per gli Open Data, mentre L’Emilia Romagna è capofila nei Data Center Regionali e la Toscana punta alla realizzazione di Villaggi Digitali.

Agende Comunali

A Febbraio 2015 è uscita, sempre per Cor.Com anche l’analisi dell’Agenda Digitale dei Comuni, Questi sono i principali progetti in cui sono impegnate le grandi città italiane descritti dai vari assessori con delega ad hoc:

Roma. Open data , Voip, wi-fi, banda larga, senza però dimenticare l’obiettivo del taglio della spesa pubblica: intervista all’assessore Leonori.

Milano punta all’Expo 2015 e a diventare una Smart City con isole digitali, free wi-fi e poi open gov e open data. intervista all’assessore Tajani.

10 progetti smart

Mentre Firenze punta ai quattro assi: Open Data, Pratiche online, Wi-Fi gratuito e Banda Larga: intervista all’assessore Lorenzo Perra.

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