AGENDA DIGITALE (parte 3 di 3)

Noi siamo qui

Nell’ultimo rapporto sullo sviluppo digitale in Europa (fonte: DESI 2015, citato dal sito Digital Agenda for Europe) l’Italia è al quart’ultimo posto. Ben al di sotto della media Europea (EU), superata da Lituania e Ungheria e migliore solo di Grecia, Bulgaria e Romania, anche se quest’ultima ci batte in connettività e banda larga.

agenda digitale 3

Il nostro rimane un Paese poco connesso. Solo il 56% usa la rete regolarmente, mentre la media europea è del 72%, e la situazione non migliora dal lato del commercio elettronico: In Italia si acquista poco online, anche dal lato delle imprese (fonte: Repubblica.it).

Molte le voci critiche riguardo a questa situazione, ma tutti unanimi riconoscono una sostanziale novità positiva: oggi il digitale è una priorità ovunque.

I problemi identificati sono di natura economica ma anche burocratica. L’Agid è stata recentemente riorganizzata e si parla di un Dipartimento per l’Agenda Digitale nella Presidenza del Consiglio. Altra difficoltà di natura normativa: mancano i decreti attuativi (intervista a Cesare Avenia, presidente Asstel, in Cor.Com.it). Ma forse il problema più grande è l’alfabetizzazione degli italiani, ancora poco coinvolti nel processo di digitalizzazione.

Nella legge di stabilità del 2015 c’è un capitolo a parte per L’Agenda Digitale con elencate le varie voci di spesa per singole tematiche, tra cui le più importanti:

  • Giustizia: processo telematico
  • Sanità: incremento nuovo sistema informativo sanitario, monitoraggio delle prestazioni digitalizzato
  • Contrasto all’evasione: unificazione dei database
  • Documento Digitale
  • Scuola: formazione digitale di docenti e amministrazione
  • Infrastrutture e trasporti: con il piano integrato per il controllo del traffico marittimo e delle emegenze
  • Beni Culturali: digitalizzazione dei documenti

L’Agenzia Digitale sarà invece finanziata con circa 3 Milioni di Euro all’anno.

Le cifre continuano ad essere basse rispetto agli obiettivi, le procedure di attuazione sono lunghe e incerte, non si dispone ancora di una chiara mappa sugli stanziamenti divisi per capitoli.

L’unica cosa certa è che la strada della digitalizzazione sarà il futuro dell’Europa. E l’Italia dovrà scegliere quale ruolo avere in questo futuro.

Proprio in questi giorni ha formalizzato le sue dimissioni la direttrice dell’Agenzia per l’Italia Digitale, Alessandra Poggiani. Alcune sue dichiarazioni non fanno ben sperare per il futuro digitale dell’Italia: “Il mondo digitale è un circo ristretto, una camera dell’eco. Ce la raccontiamo tra di noi, piccole invidie, rivalità da cortile, divisioni personali. Ci sono troppi protagonismi, nemmeno le rockstar! Il 90% delle cose che vengono raccontate non sono vere, il 7 sono presunte e forse solo un 3% è costituito da fatti”.

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