BIG DATA – così grandi, così vicini

L’universo delle informazioni che compongono la comunicazione digitale ha reso insieme popolare e inevitabile il concetto di Big Data: cioè delle raccolte estese di dati. Estese per tre diverse caratteristiche:

  • Volume – cioè enorme quantità di dati
  • Varietà – cioè provenienti da fonti eterogenee
  • Velocità – estesa nel senso di rapidità di elaborazione, per permettere di valorizzare milioni di Terabyte di dati sono necessarie tecnologie specifiche

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Dalla comprensione dei Big Data passano le sfide dell’Agenda Digitale e molti progetti imprenditoriali: nascono ovunque startup di data analysis e bigdata contest. Ovviamente senza la pretesa di esaustività su un argomento che genera milioni di opinioni – solo su Twitter circa 15mila post al giorno con hashtag #bigdata – mettiamo in evidenza alcuni articoli interessanti basandoci sulla rassegna stampa Waypress.

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Ne La terra promessa del Deep Learning (Nòva, 18.1.15, pg. 12) Roberto Manzocco parla di software che possono simulare l’attività cognitiva umana: alla cui base ci sono analisi sui big data. L’elaborazione di tutte le mappe del mondo può portare alle automobili che guidano da sole (Dall’auto di Google all’iCar… Repubblica, 17.2.15, pg. 21).

Il Financial Times ci informa che Goldman Sachs ha investito 56 milioni di dollari in una startup di data analytics di Singapore (Goldman makes first foray into Asian Big Data Geremy Grant, 23.1.15, pg. 16).

Sull’Espresso (Il ritorno del Cluetrain Manifesto, 12.2.15, pg. 95) Fabio Chiusi puntualizza che il valore non è tanto nei Big Data, quanto proprio nella Big Data Analysis – è grazie a queste analisi che scopriremo i comportamenti e le tendenze del mondo contemporaneo. Rampini su Repubblica parla della nuova frontiera degli assistenti vocali dei nostri smartphone: prevedere i nostri bisogni, basandosi proprio sull’elaborazione dei big data che noi stessi consegniamo alle macchine (Dai film alle cene…, 25.2.15, pg. 23).

Il Sole 24 ore invece sottolinea un dato per le PMI nostrane: grazie ai software di analisi dei big data +15% di efficienza (Big data per le pmi…, Andrea Curiat, 16.3.15, pg. 16). Insomma grandi potenzialità di business dai bigdata.
Mentre il Manifesto lancia un allarme per la privacy pubblicando una parte della lectio magistralis del filosofo Peter Ludlow (Vite online manipolate nella stanza degli specchi, 23.1.15, pg. 10). A proposito Nova parla di licenze consapevoli (ubiquitos commons) per la sicurezza dei nostri big data (L’ipeconnettività da governare, Salvatore Iaconesi, 1.3.15, pg. 9). Le recenti novità in fatto di Cookies evidenziano quanto sia centrale per lo sviluppo di una società digitale più giusta, un accesso corretto ai dei big data.

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