SOCIAL NETWORK – Il futuro o una bolla?

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Internet è la più grande rivoluzione dell’uomo e i social network stanno rivoluzionando Internet.

La comunicazione è sempre più condivisione, in un intreccio di relazioni che si sviluppa sempre di più attraverso canali social, determinando un nuovo modo di concepire le relazioni personali, le vendite di beni e servizi, la formazione del consenso e delle opinioni. Insomma, la realtà che dovremo vivere in futuro.

 

E’ davvero così? O i social network sono solo una bolla, che scoppierà come già successo a Internet negli anni 90, portandosi con sé aziende di marketing e comunicazione che ora appaiono lanciatissime in un futuro che non si realizzerà mai.

Sono domande di enorme portata e ovviamente senza la pretesa di avvicinarci a risposte, vi forniamo alcuni dati e alcune considerazioni.

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Sui 36 milioni di utenti attivi su Internet in Italia 28 Milioni sono attivi sui social (dati raccolti da We Are Social) pari al 46% della nostra popolazione. Quasi uno su due. E il tempo passato sui social ha raggiunto quello davanti alla TV: circa 2 ore e mezzo al giorno. tempo sui social = tv

Cosa facciamo sui social?

Oltre a coltivare rapporti personali, molto tempo viene riservato alla lettura delle notizie. Un interessante studio riportato da Key4biz ci indica che più della metà degli americani usa Facebook e Twitter per essere aggiornato su quello che succede. In Italia il 40% degli under 35 usa i canali social per leggere le notizie. E’ una rivoluzione copernicana per il mondo del giornalismo: il contenuto si svincola dal contenitore e assume un proprio valore grazie anche alla condivisione sui social.

News-Online-Italia

Ecco un altro grafico che conferma l’importanza dei social nelle abitudini dei lettori italiani – dati Doxa ripresi da un’analisi di DataMediaHub sulla fruizione delle news in Italia.

DataInsight (Havas Group)ha poi lanciato un sondaggio quantitativo, la domanda fondamentale era: qual è il ruolo dei social network per gli italiani? Gli intervistati – utenti abituali di Facebook, Instagram e Twitter – hanno risposto sostanzialmente che usano i social per essere aggiornati sulle notizie, per seguire gli opinion leader o partecipare a discussioni (Twitter), per rilassarsi, per essere informati e partecipare a eventi del proprio territorio (Facebook). I giovani condividono contributi in media 3 volte al giorno – meno assidui gli adulti – e amano molto Instagram, che infatti è dato in costante ascesa in questo ultimo anno.

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Utenti social in Italia divisi per piattaforma – by WeAreSocial

 In sintesi possiamo dire che in un mondo sempre più connesso – grazie alla tecnologia mobile – i Social sono sempre più Media, e sempre più utilizzati – specie dai giovanissimi – come fonte di informazione, come riassunto qui in un articolo di LSDI.

Cosa non facciamo sui social?

Mentre nel resto del mondo connesso i canali social sono sempre più utilizzati per comunicare valori aziendali e sempre più assiduamente integrati nelle strategie di marketing, in Europa, ma specialmente in Italia questa realtà è meno rilevante. L’ambiente social è ancora visto come un “mondo separato” da quello del lavoro quotidiano. Con del potenziale, ma incapace di restituire valori tangibili. A dimostrazione di questo basta leggere la recente classifica del blogger americano Vala Ashfar sui 100 direttori della comunicazione più social: pochi gli europei, nessun italiano. Pur non mancando gli esempi positivi, pare evidente un nostro ritardo nel partecipare alla rivoluzione social e a formare competenze in questo settore, da leggere per esempio: I Cio italiani non usano i social media su DataManager.

Quindi nonostante l’aumento degli utenti dei social, del tempo della connessione media, e dell’utilizzo sempre più attento del mezzo e della tipologia di comunicazione, ci sono resistenze nel mondo del lavoro a considerarli efficaci mezzi per comunicare valore.

Premonizione o colpevole ritardo?

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