ALLUVIONE INFORMATIVA – Come difendersi dall’eccesso di informazione

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Viviamo nell’era dell’informazione, abbiamo a nostra disposizione migliaia di dati, notizie e siamo costantemente stimolati da alert e aggiornamenti. Ecco cosa succede in un minuto sul web e sui social media – in un brillante post di Francesco Russo. Viviamo quindi circondati da informazioni – Rudy Bandiera, riprendendo il concetto di Jeremy Rifkin, sintetizza con la consueta efficacia l’importanza del passaggio dall’era del possesso (dei beni) a quello dell’accesso (alle informazioni): Il possesso è MORTO: arriva l’era dell’accesso.

 

 

Ma sappiamo utilizzare questa alluvione informativa per i nostri scopi? Siamo in grado di utilizzare davvero l’enorme mole di conoscenza che abbiamo a disposizione?

La risposta è no. L’alluvione informativa genera una paralisi operativa. Le troppe informazioni causano stress, ansia e le reazioni naturali del nostro cervello sono quella di bloccarsi di fronte all’elevato numero di informazioni, oppure quella di perdere molto tempo cercando di districarsi nella matassa di dati senza forma.

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Una frequente obiezione è che abbiamo risolto il problema diventando multitasking. Non è vero. Il nostro cervello non contempla la possibilità di dedicarsi a più cose contemporaneamente. Siamo solo diventati più veloci a passare da un compito a un altro, favorendo ansia e distrazione. Di seguito la testimonianza del professor Cliff Ness diventata un classico.

In realtà la nostra capacità di comprendere il mondo è direttamente proporzionale alla nostra capacità di filtrare le notizie per noi rilevanti.

E’ necessario, in altre parole, concentrarsi su informazioni profilate ed elaborate per i nostri scopi, per avere rapidamente accesso alle sole informazioni necessarie per la nostra attività e per avere a disposizione un rapido e intuitivo panorama degli sviluppi del nostro settore.

Per questo molti si affidano ad aggregatori di notizie o programmi di selezione automatica dell’informazione basati sulla ricerca di keywords. Ma i meccanismi complicati dei vari linguaggi rendono impossibile una profilazione di alto livello, e spesso una ricerca impostata rapidamente, con criteri superficiali porta a ulteriore rumore invece che a informazione di qualità.

Chi può permetterselo punta giustamente sul miglior motore di ricerca semantica che abbiamo a disposizione: l’essere umano. E siamo orgogliosi di essere tra le poche agenzie nel settore del Media Intelligence ad avere redazioni di editor specializzati che operano la nostra selezione, ovviamente coadiuvati da sistemi informatici all’avanguardia, ma non al servizio di questi ultimi, semmai il contrario.

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